Xhoana, 25 anni: morta nel silenzio della violenza
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Aggiornamento: 28 minuti fa
Oggi voglio scrivere di una donna, giovanissima che ha scelto di porre fine alla propria vita.
Scrivo di Xhoana, una ragazza albanese di appena 25 anni, che non è riuscita a trovare una via d’uscita dal dolore che stava vivendo. Una donna che aveva accanto a sé un uomo violento. Un uomo che aveva sposato solo pochi mesi prima. Ma la domanda che oggi mi tormenta è una sola: perché una donna arriva a scegliere un gesto così estremo? Perché una donna arriva al punto in cui la morte sembra l’unica strada possibile?

La storia di Xhoana Nikollaj ha scosso l’opinione pubblica in Albania oggi.
La giovane è stata portata in condizioni gravissime all’ospedale universitario “Nënë Tereza” di Tirana, dopo aver ingerito una sostanza tossica. I medici hanno tentato di salvarle la vita, ma purtroppo non ce l’hanno fatta. Aveva solo 25 anni, tutta la vita davanti. Secondo le prime indagini, prima di morire avrebbe lasciato una lettera. Una lettera in cui scriveva di non voler più essere ferita dalle persone che le avevano fatto del male. Alla fine della lettera avrebbe chiesto perdono ai suoi genitori. Parole che spezzano il cuore.
La polizia ha aperto un’indagine e ha dichiarato ricercato il suo ex marito, sospettato di violenza domestica e di aver contribuito alla situazione che potrebbe aver spinto la giovane verso un gesto estremo. Si erano sposati nel giugno del 2025. Ma quel matrimonio è durato appena tre mesi. Dietro quella fine improvvisa, secondo i familiari, ci sarebbero stati conflitti continui e violenze. Anche sul corpo della giovane sarebbero stati notati segni di percosse.
E allora mi chiedo ancora:
Perché?
Perché una donna arriva a togliersi la vita? Forse i familiari conoscevano il dolore che stava vivendo. Forse qualcuno sapeva che quella relazione era diventata un incubo.
Ma una cosa dobbiamo dirla con forza. Se un marito è violento esiste la legge. Se un marito è violento esiste la polizia. Se un marito è violento esiste il divorzio. Se un marito è violento deve stare lontano dalla sua donna. Perché una donna non è una proprietà. Una donna non appartiene a nessuno.
Oggi voglio urlarlo con la voce di tantissime donne che vivono nel silenzio della paura.
Donne che sopportano. Donne che sperano che le cose cambino. Donne che restano perché hanno paura di andarsene. Ma nessuna donna deve rimanere nel buio.
Nessuna donna deve sentirsi sola.
Oggi, nel blog Mille Battiti, voglio trasformare il dolore della storia di Xhoana in un messaggio. Un messaggio per tutte le donne: prendete in mano la vostra vita.
Abbiate il coraggio di chiedere aiuto. Abbiate la forza di allontanarvi da chi vi fa male.
Perché l’amore non è violenza. L’amore non è paura. L’amore non fa male.
Xhoana meritava una vita diversa, meritava rispetto, serenità, futuro.
E oggi la sua storia deve diventare un grido che non può più essere ignorato.
Perché nessuna donna dovrebbe mai arrivare al punto in cui la morte sembra più facile della vita.
Scritto da Mercedes Bardhi




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